Pokè: buono, figo e sano direttamente dalle Hawaii

Per “pokè” si intende il pesce crudo tagliato a tocchi. Detto così non ha nulla di speciale, vero?  E invece…

basta digitare le parole “hawaiian poké” su Google o su Pinterest per dare magia a queste speciali “bowl” e per aprire un mondo di colori e sapori che ti fanno voglia di partire per sempre per una meta lontana fatta solo di oceano, fiori freschi, sole caldo e danze tropicali. Se vi via vi porto, ma solo per 5 minuti, in questo pianeta fatto di cose buone, sane ed esteticamente perfette. Avete presente quanto possa essere orrenda una bistecca fotografata? Ecco, dimenticate l’orrida carne. Gli hawaiian poké saranno re indiscussi della vostra gallery di instagram.

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Credits www.howsweeteats.com

Scherzi a parte, i poké sono belli e buoni, ma soprattutto possono essere un piatto unico gustosissimo, salutare e dai colori che fanno venire il buon umore. Che si mangia prima con gli occhi che con la bocca lo sapevate, vero?

Cos’è l’ hawaiian pokè?

Questa tipico piatto delle Hawaii è molto simile, almeno come concetto, alla ceviche del perù (che si legge “sevice”) e al chirashi giapponese (che si legge “cirasci”). Voglio dire che quella delle pokè non è una vera e propria rivoluzione in termini di originalità, ma il gusto sta nel come si accompagna il crudo e soprattutto nel come lo si condisce/marina.

Come si prepara in casa un hawaiian pokè?

Ci sono tantissime ricette sul web, ma quella che preferisco e che amo alla follia (tipo che non vorrei mangiare altro nella vita) è quella trovata sul blog Keto Connect e che prevede cetriolo, mezzo avocado,  1 tazza di cavolo, mezzo cucchiaino di olio di sesamo, mezzo cucchiaino di aceto di vino di riso, una presa di semi di sesamo, 2 cucchiai di alga Nori tritata (quella nera del sushi, per intendersi) ed infine un 1 cucchiaio di scalogno tritato. Non è una ricetta semplice ed invitante?

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Credits www.ketoconnect.net

Come impiattare il tuo hawaiian pokè?

Tutte le bowl viste nei ristoranti, come quelle viste sul web, hanno colori incredibili che vanno a contrastare gli ingredienti del piatto creando un mix di nuances brillanti e giocose. Da Tiger, ad esempio, ho adocchiato questa collezione primaverile di ciotole che trovo  perfette per quella che immagino potrebbe essere la mia prima cenetta a base di pokè (e bollicine).

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Credits it.flyingtiger.com

Dove mangiare hawaiian pokè a Roma?

Vi parlo della capitale perché vivo qui, ma di ristoranti di questo tipo ormai in giro ce ne sono. Qui a Roma sono prossime le aperture di Ami Pokè e di Mama Pokè ed io non vedo l’ora di provare questi due indirizzi e questi opening: imperdibili per chi, come me, ama questo tipo di sapori.

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Credits www.facebook.com/pg/AmiPokeBar
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Credits www.facebook.com/pg/mamapokeroma

Quella della cucina hawaiiana è diventata, insomma, una moda anche in Italia. Che si tratti del “nuovo sushi”? C’è di fatto che rispetto alla cucina giapponese, quella hawaiiana è senza dubbio meno costosa o pretenziosa. Via libera al colore, ai mix eccentrici e coraggiosi di marinature decise ed ingredienti esotici. Adoro, voi no?

 

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Eleonora Della Guardia

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