Paura di diventare mamma: come sconfiggerla?

“Fatica nel mettere e levare le scarpe, fiato corto dopo aver salito una rampa di scale, via vai verso la toilette, schiena dolorante. Sicuri che sia gravidanza e non vecchiaia?

Ieri sera ho postato questo status su facebook e sono state molte quelle che hanno commentato facendomi sentire meno sola.
Poi ci sono stati i tanti messaggi privati in cui, ragazze e donne che mi seguono, si sono sfogate raccontandomi qualcosa di più rispetto a quelle che sono le paure più grandi e più comuni del diventare madre.
Ho letto di paure relative al peso, all’essere inadatte, alla paura di non riuscire a riavere una vita “normale”, di non essere all’altezza, di non riuscire a preparare i pasti giusti, di non riuscire a star dietro a casa, bimbo e lavoro contemporaneamente con il rischio di far male tutto.

Sono tantissime le paure che a un certo punto della gravidanza colgono le future mamme. Ma perché se ne parla così poco?

E’ tutto un ciarlare a proposito di quanto sarà magica la maternità, di quanto il bimbo ti farà vivere una nuova ed emozionante vita, di quanto tutta la fatica verrà ricompensata dalla gioia di averlo tra le braccia, ma nessuno che ti dica cosa fare per non diventare matta e per non esaurire le poche energie che si hanno una volta passato il fatidico momento del parto.
Rispetto a quelle che sono state le esperienze di chi mi ha scritto, di mia madre, di mia sorella e delle mie amiche, posso dirvi che quello che mi-e-ci aspetta è qualcosa di molto bello ma di davvero impegnativo. Come fare però per superare le paure di diventare mamma? Come vincere i momenti di crisi nel migliore dei modi? Questo è il difficile. Se è vero che non esiste un manuale standard di istruzioni e che ogni neonato è a sé, è anche vero che avere qualche dritta generica da parte di chi ci è passato e da parte di professionisti, può essere utile e dal valore inestimabile. Ecco quindi qualche consiglio raccolto negli ultimi mesi che spero possa aiutarci nell’affrontare al meglio questa avventura.

                                                                                      1.Organizzare i pasti

Quella del mangiare (possibilmente bene), è una delle poche attività che non si possono eliminare dalla nostra routine; abbiamo infatti bisogno di forza ed energie per affrontare i momenti più difficili, per goderci quelli più belli e soprattutto per poter nutrire adeguatamente il nostro bebè. Nel libro-manuale-bibbia (chiamatelo come vi pare) “Il linguaggio segreto dei neonati”, Tracy Hogg, consiglia di prepararsi i pasti con largo anticipo, addirittura da prima del parto. A 10 giorni dalla data presunta, potreste acquistare una considerevole quantità di verdura, ad esempio, per poi cuocerla, porzionarla e congelarla. Così facendo, al momento del bisogno, basterà che tiriate fuori la vostra bustina per condirci una pasta o per avere un contorno genuino da affiancare alla portata principale. I surgelati sono una manna dal cielo in questi casi: tirate fuori dal surgelatore ad esempio merluzzo e verdure e avrete una cena sana e veloce da preparare senza dovervi dedicare troppe attenzioni. Altra opzione è quella di fare incetta di volantini di cibo a domicilio o di link di siti che offrono il servizio take-away. Ovviamente preparando i pasti in casa risparmierete soldi e non rischierete di ingrassare a causa di cibi troppo conditi e junk food.

     2. Chiedere aiuto

Riuscire a chiedere una mano ad una madre, una sorella o un’amica è importantissimo. Molte di noi, purtroppo, cercano di contare sempre e solo sulle proprie forze. Ma perché siamo così testarde ragazze? La verità è che chiedendo aiuto, le difficoltà si dimezzano e avrete qualcuno con cui parlare e sfogarvi qualora ne doveste avere bisogno. Per aiuto non intendo il mollare vostro figlio per andare a fare shopping, ma ad esempio per recuperare qualche ora di sonno, per farvi una piega, per una ceretta, per rimettervi in pari con lavoro e faccende domestiche, per fare la spesa con (più o meno) calma, per fare una passeggiata di una mezzora per riordinare le idee o anche soltanto per poter uscire di casa e respirare aria pulita senza badare a nient’altro.

      3. Delegare chiudendo un occhio

Non aspettatevi necessariamente che il vostro compagno o marito sappia sempre cosa fare e come farlo. Mi spiego meglio. Ho sentito tante di quelle volte dire frasi tipo: “Ma che te lo devo dire io come si fa???” oppure “Non ci vuole una laurea per pulire in maniera decente…” e cose simili. E’ fondamentale che capiate quanto prima che la persona con cui avete fatto un figlio non è e non può essere (GRAZIE AL CIELO!) un vostro clone. Quindi, se per voi è fondamentale che qualcosa sia fatto a modo vostro dovete assolutamente spiegare, CON CALMA, il come ed il perché. Non pensate di discutere su come ha fatto la lavatrice o su come (non) ha rifatto il letto, perché è una guerra persa! Piuttosto, chiedete CON GENTILEZZA una mano sulle cose che gli sapete più o meno congeniali e chiudete un occhio sul fatto che probabilmente non le farà esattamente come le avreste fatte voi.

Avere il letto con le lenzuola perfettamente rimboccate ed i panni stesi alla perfezione, non sono cose  davvero importanti; mantenere forte e saldo il rapporto di coppia invece lo è eccome!

     4. Ad ognuno il suo

Una volta arrivato il bambino a casa, sarà importante stabilire dei ruoli. I figli si fanno in due ed è quindi importante, se avete ovviamente la fortuna di avere una relazione stabile, che ognuno abbia dei compiti rispetto ovviamente a quello che è il tempo a disposizione. I pasti, il bagnetto, il cambio del pannolino, il ruttino, il biberon, i turni di notte ecc ecc: non fate l’errore di voler fare tutto da sole perché farcela sarebbe troppo impegnativo ed inoltre, dopo il parto, una donna ha bisogno FISIOLOGICO di riposare per riacquistare tutte le forze!

      5. Ritmo!

Nel libro citato nel punto 1, l’autrice scrive una frase importantissima che vorrei condividere con voi:

“E’ il bambino che deve adattarsi alla vita della famiglia e non il contrario”.

Sottolineo l’importanza di questa frase perché assisto troppe volte a discorsi di coppie disperate per il fatto che il bambino abbia sconvolto ritmi ed abitudini di coppia. Non parlo di quelli che fanno i capricci lamentandosi del fatto che il sabato non possono più dormire fino a mezzogiorno, ma di quelli che non hanno più un letto privato e quindi una vita di coppia, di quelli che non possono più godersi una cenetta (a casa) a lume di candela o di quelle donne che smettono persino di farsi lo shampoo per via dei ritmi dei neonati. Io penso che tutto cio’ sia inammissibile. Mia madre ha avuto 6 figli e se non avesse imposto dei ritmi rigidi ad ognuno di noi, sin da subito, non ce l’avrebbe mai potuta fare. Immaginatevi sei bambini svegli fino a mezzanotte: inconcepibile, no? Alle 21 eravamo tutti a letto senza se e senza ma. Trovo che essere rigidi (con fermezza ma dolcezza) possa essere l’unica via possibile per non impazzire, per dare regole utili ai bambini e per continuare ad avere un rapporto di coppia degno di questo nome.

Ricapitolando, la paura di diventare mamma è uno scoglio che prima o poi incontrano quasi tutte le donne in attesa del parto, ma ci sono un po’ di trucchetti che possono rendere le prime fasi della maternità un pochino meno traumatiche. E’ fondamentale non voler far tutto da sole, è importante rendersi conto dei propri limiti, chiedere aiuto a chi abbiamo accanto ed impegnarsi sin da subito per dare un ritmo alle giornate e al neonato. Il libro di cui vi ho parlato in questo post, dice molto sull’argomento e vi consiglio davvero tanto  di leggerlo. Mi tranquillizza molto il fatto di avere una sorta di prontuario per le circostanze più dure: spero possa tranquillizzare  ed aiutare anche voi!

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Eleonora Della Guardia

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